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Anfiteatro del Vittoriale

Tener-a-mente | Festival dell'Anfiteatro Vittoriale

Anfiteatro del Vittoriale

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Il Festival si svolge nell’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani, in un contesto ricchissimo di storia, e nel suo meraviglioso parco, eletto nel 2012 “Parco più bello d’Italia”.

Un luogo sospeso tra arte, cultura, natura e bellezza.

Nelle prime sette edizioni abbiamo ospitato i nomi più prestigiosi e interessanti della musica e dello spettacolo internazionale: Lou Reed, Ben Harper, Burt Bacharach, Keith Jarret, James Taylor, Joan Beaz, Damon Albarn, Paolo Conte, The National, David Byrne, Giorgio Albertazzi, Eleonora Abbagnato, David Larible, Patti Smith, Pat Metheny, Filippo Timi, Franco Battiato, Momix, New York City Ballet, Martha Graham Dance Company, Ludovico Einaudi, Stefano Bollani, Paul Weller, Steven Wilson, Arto Lindsay
Nel 2015 Mario Biondi, artista italiano tra i più amati nel mondo, gira al Vittoriale il video di “Love is a temple, primo singolo dell’album “Beyond”, disco d’oro in poche settimane. Il suo concerto al Festival del 12 luglio viene ripreso in diretta radio e video su RTL. Nel 2016 è la volta di Enrico Ruggeri, che al Vittoriale ambienta il video de “Il volo su Vienna, ispirato all’impresa dannunziana.

Con 26.000 spettatori, nel 2017 le presenze sono aumentate del 60% rispetto al 2016, più che raddoppiate rispetto al 2010 e triplicate rispetto al 2009. Abbiamo un indice medio di riempimento del teatro del 100%. L’80% dei biglietti è venduto online e viene acquistato da tutte le regioni d’Italia e da tutto il mondo: dal 2011 a oggi sono stati venduti biglietti in 53 Paesi, tra cui Germania, Austria, Regno Unito, USA, Francia, Belgio, Russia, Svizzera, Estonia, Thailandia, Australia, Argentina, Finlandia…

L'anfiteatro del Vittoriale

Una conca marmorea sotto le stelle“: così il poeta Gabriele d’Annunzio immaginava il teatro ideale per rappresentare i propri spettacoli, naturalmente immerso nella splendida cornice del Vittoriale, sull’esempio di quello di Wagner a Bayreuth.

Si sarebbe dovuto chiamare “Parlaggio“. Fu il Vate stesso a scegliere il luogo: un punto panoramico del parco, da cui si ammirano l’Isola del Garda, il Monte Baldo, la penisola di Sirmione e, soprattutto, la suggestiva Rocca di Manerba – in cui a Goethe pare di riconoscere il profilo di Dante.

Nel 1931 il Vate affidò l’opera all’architetto del Vittoriale, Gian Carlo Maroni, che mandò a Pompei perché pensasse la nuova realizzazione sull’esempio dell’anfiteatro romano più antico del mondo.

I lavori iniziarono tra il ’34 e il ’35 ma vennero presto interrotti per difficoltà finanziarie, aggravate dall’inizio della guerra e dalla morte del poeta. Ripresi per volontà della Fondazione vent’anni dopo, nel ’52, terminarono l’anno successivo, a opera dell’architetto Mario Moretti e di Italo Maroni, fratello di Gian Carlo.

L’8 agosto 1953 il teatro venne solennemente inaugurato, con un concerto dell’Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Carlo Maria Giulini.

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